Revisione legale dei conti: quando scatta l’obbligo e cosa rischia chi non la fa

La revisione legale dei conti è un tema spesso sottovalutato e non di rado capita che gli imprenditori facciano fatica a mettersi in regola con le normative attuali. In questo articolo vediamo quando è obbligatoria la revisione legale, chi si deve sottoporre al controllo e quali sono i rischi per chi non si adegua.

 

Cos’è la revisione legale dei conti

La revisione legale dei conti è un’attività svolta da un revisore legale iscritto nellìapposito Albo tenuto presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze o da una società di revisione indipendente, finalizzata a verificare che il bilancio d’esercizio rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa. Secondo le normative vigenti in Italia, l’obbligo di revisione contabile scatta per quelle società di capitali che superano determinati criteri, come andremo a chiarire di seguito.

Questo non è solo un controllo formale, ma di uno strumento che aumenta la trasparenza aziendale, rafforza la credibilità verso banche e stakeholder e, non da ultimo, riduce il rischio di errori e irregolarità.

 

Quando scatta l’obbligo di revisione legale

L’obbligo riguarda le società di capitali che superano determinati parametri previsti dalla normativa.

In particolare, l’organo di controllo (revisore per le SRL) è obbligatoria per:

  • la società che redige il bilancio consolidato,
  • la società che controlla una società obbligata alla revisione,
  • la società che supera per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

Totale attivo patrimoniale superiore a 4 milioni di euro;

Ricavi delle vendite e prestazioni superiori a 4 milioni di euro;

Dipendenti medi occupati superiori a 20 unità

Se anche solo uno di questi parametri viene superato per due anni consecutivi, scatta l’obbligo di nominare un organo di controllo o un revisore legale.

 

Entro quando va nominato il revisore

Entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio in cui vengono superati i limiti che determinano l’obbligo, l’assemblea deve provvedere a nominare l’organo di controllo. Ricordiamo che è importante non sottovalutare le tempistiche perché eventuali ritardi possono comportare sanzione e/o interventi di terzi.

Cosa succede se non si nomina il revisore

Il mancato adempimento dell’obbligo può avere conseguenze significative: se la società non provvede alla nomina, può intervenire il Tribunale, che nomina d’ufficio il revisore o l’organo di controllo e gli amministratori possono essere ritenuti responsabili per mancata vigilanza e inadempimento degli obblighi di legge.

 

Quando termina l’obbligo

L’obbligo di revisione cessa quando, per tre esercizi consecutivi, la società non supera più nessuno dei limiti previsti. Anche in questo caso è importante monitorare attentamente i parametri per valutare correttamente la cessazione dell’obbligo.

Emmestudio affianca imprese e amministratori nella verifica dei requisiti, nella nomina del revisore legale, nella gestione degli adempimenti connessi e nello svolgimento dell’attività di revisione.

Vuoi verificare se la tua società è soggetta all’obbligo o hai bisogno di supporto? Contattaci: il nostro team è a disposizione per una consulenza dedicata.